Sistema di certificazione della sostenibilità della filiera ortofrutticola

Indice dei Contenuti

Obiettivi di sostenibilità

La necessità di perseguire le finalità e, quindi, seguire gli orientamenti in materia di sostenibilità fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli obiettivi declinati nei Sustainable Development Goals orienta l’attività legislativa e regolamentare nazionale.
L’ormai celeberrimo Green Deal europeo definisce una strategia volta a ridefinire nell’Unione una economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse, competitiva e sostenibile, garantendo il giusto e necessario sostegno agli agricoltori europei impegnati in prima linea nella gestione della transizione verso detti obiettivi.
In questa ottica, è stato di recente ritenuto di estendere alla filiera ortofrutticola la disposizione di cui all’art. 224 ter L.77/2020 relativa alla sola filiera vitivinicola.

Decreto ministeriale del 16 settembre 2021

Ecco, allora, che con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 16 settembre 2021, è stato istituito il Sistema di certificazione della sostenibilità della filiera ortofrutticola, finalizzato a riscontrare la conformità dei processi del settore ortofrutticolo rispetto alle previsioni di un disciplinare specifico, definito dall’O.T.S. (Organismo tecnico scientifico di produzione integrata) di cui al decreto del MIPAF n. 4890/2014.
Il Sistema di certificazione utilizza le modalità e le procedure del Sistema di Qualità nazionale di produzione integrata (L.4/2011 art.2, comma 3).
Il disciplinare alla base di detto sistema di certificazione riporta l’insieme delle regole produttive e di buone pratiche, finalizzate a garantire il rispetto dell’ambiente, la qualità e la sicurezza alimentare, la tutela dei lavoratori e dei cittadini e un adeguato reddito agricolo.
In sede di prima applicazione, il disciplinare fa riferimento alle procedure, ai principi e alle disposizioni contenute nelle linee guida nazionali di produzione integrata distinte per coltura, di cui alla legge 4/2011, da integrare tenendo conto, in tutte le fasi del processo produttivo, delle prescrizioni e dei requisiti previsti da norme cogenti o volontarie, nazionali o internazionali e dei più recenti orientamenti in materia di sostenibilità dei processi produttivi.
Sulla base dei dati del monitoraggio effettuato – che verifica l’impatto derivante dall’attuazione del disciplinare sugli aspetti di natura ambientale, economico e sociale che interessano l’intero processo produttivo, distinto in fase di campo e di stabilimento – e tenuto conto delle innovazioni tecnico scientifiche, è disposta la verifica e l’aggiornamento almeno annuale del disciplinare stesso.
L’adesione al Sistema di certificazione è volontaria e può avvenire da parte di aziende singole o associate, anche nella forma di organizzazioni di produttori.
L’obiettivo è evidentemente quello di dare il giusto valore agli sforzi compiuti degli agricoltori e degli altri operatori impegnati nell’implementazione di pratiche produttive sostenibili, i quali potranno quindi commercializzare i loro prodotti spendendo la certificazione attestante il rispetto delle regole e delle procedure individuate dal disciplinare, distinguendoli così all’interno del mercato per una spiccata attenzione agli obiettivi della green economy.

Immagine di Avv. Manuela Marullo

Avv. Manuela Marullo

Condividi su:

Facebook
LinkedIn
Twitter
WhatsApp
Telegram
Email
Cerca

categorie

Categorie

newsletter

Vuoi scrivere su Agriforum?
Vuoi rivolgerti ai consulenti del nostro team?