Il P.N.R.R. e il sistema agro fotovoltaico

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Premessa

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in piena coerenza con i sei pilastri del Next Generation EU, soddisfa certamente i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali.

Il Piano è, infatti, simmetricamente articolato in sei Missioni e 16 Componenti:

1. digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;

2. rivoluzione verde e transizione ecologica;

3. infrastrutture per una mobilità sostenibile;

4. istruzione e ricerca;

5. inclusione e coesione;

6. salute.

Il secondo pilastro della transizione verde discende direttamente dallo European Green Deal e dall’obiettivo unionale di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55 per cento rispetto allo scenario del 1990 entro il 2030.

Il regolamento del NGEU prevede che un minimo del 37 per cento della spesa per investimenti e riforme programmata nei PNRR debba sostenere gli obiettivi climatici.

Come evidenziato nello stesso PNRR, “la transizione ecologica, come indicato dall’Agenda 2030 dell’ONU e dai nuovi obiettivi europei per il 2030, è alla base del nuovo modello di sviluppo italiano ed europeo. Intervenire per ridurre le emissioni inquinanti, prevenire e contrastare il dissesto del territorio, minimizzare l’impatto delle attività produttive sull’ambiente è necessario per migliorare la qualità della vita e la sicurezza ambientale, oltre che per lasciare un Paese più verde e una economia più sostenibile alle generazioni future.”

Rivoluzione verde e transizione ecologica

La Missione 2, Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, consiste di 4 Componenti:

– Economia circolare e agricoltura sostenibile

– Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile

– Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici

– Tutela del territorio e della risorsa idrica

Nell’ambito della seconda Componente sono stati previsti interventi volti ad incrementare la penetrazione di rinnovabili, tramite soluzioni decentralizzate e utility scale e  il rafforzamento delle reti (più smart e resilienti) per accomodare e sincronizzare le nuove risorse rinnovabili e di flessibilità decentralizzate, e per decarbonizzare gli usi finali in tutti gli altri settori, con particolare focus su una mobilità più sostenibile e sulla decarbonizzazione di alcuni segmenti industriali, includendo l’avvio dell’adozione di soluzioni basate sull’idrogeno (in linea con la EU Hydrogen Strategy).

E ancora, particolare rilievo è dato alle filiere produttive.

L’obiettivo è quello di sviluppare una leadership internazionale industriale e di conoscenza nelle principali filiere della transizione, promuovendo lo sviluppo in Italia di supply chain competitive nei settori a maggior crescita, che consentano di ridurre la dipendenza da importazioni di tecnologie e rafforzando la ricerca e lo sviluppo nelle aree più innovative (fotovoltaico, idrolizzatori, batterie per il settore dei trasporti e per il settore elettrico, mezzi di trasporto).

L’obiettivo di sviluppo dell’agro fotovoltaico

Allo scopo di incrementare la quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile, per il quale è previsto un investimento complessivo di 5,90 Mld di euro, viene rivolta particolare attenzione allo sviluppo agro fotovoltaico, al quale sono destinati 1,10 Mld di euro.

Con il termine agro-fotovoltaico si indica l’utilizzazione ibrida dei terreni agricoli tra produzione agricola e produzione di energia elettrica, attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici sullo stesso terreno coltivato o adibito ad allevamento.

In questi termini, l’impianto fotovoltaico si integra perfettamente con la pratica agricola e zootecnica, consentendo l’uso simultaneo del terreno per la duplice finalità produttiva, rappresentando, quindi, una efficiente soluzione al problema dell’utilizzo del suolo.

Muovendo dalla costatazione di un dato oggettivo, ossia l’incidenza, nella misura del 10%, del settore agricolo rispetto alle emissioni di gas serra in Europa, la misura mira ad affrontare in maniera coordinata le tematiche legate alla produzione agricola sostenibile e alla produzione energetica da fonti rinnovabili con l’obiettivo di diffondere impianti agro fotovoltaici di medie e grandi dimensioni.

La misura di investimento nello specifico prevede:

1. l’implementazione di sistemi ibridi agricoltura produzione di energia che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, ma contribuiscano alla sostenibilità ambientale ed economica delle aziende coinvolte, anche potenzialmente valorizzando i bacini idrici tramite soluzioni galleggianti;

2. il monitoraggio delle realizzazioni e della loro efficacia, con la raccolta dei dati sia sugli impianti fotovoltaici sia su produzione e attività agricola sottostante, al fine di valutare il microclima, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture.

L’investimento si pone il fine di rendere più competitivo il settore agricolo, riducendo i costi di approvvigionamento energetico (ad oggi stimati pari a oltre il 20 per cento dei costi variabili delle aziende e con punte ancora più elevate per alcuni settori erbivori e granivori), e migliorando al contempo le prestazioni climatiche-ambientali.

L’obiettivo dell’investimento è installare a regime una capacità produttiva da impianti agro fotovoltaici di 1,04 GW, che produrrebbe circa 1.300 GWh annui, con riduzione delle emissioni di gas serra stimabile in circa 0,8 milioni di tonnellate di CO2.

La normativa italiana: il D.lgs.199/2021 e il D.L. 77/2021

Il Governo Italiano, in attuazione della Direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio “Sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”, ha emanato il D.lgs. n.199/2021 entrato in vigore il 15 dicembre 2021, con il quale l’Italia ha inteso conseguire un obiettivo minimo del 30 per cento come quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo.

Il decreto in parola, all’art.14 (Criteri specifici di coordinamento fra misure del PNRR  e  strumenti di incentivazione settoriali) in attuazione della misura Missione 2, Componente 2, in ordine allo sviluppo del sistema agrivoltaico, ha definito criteri  e modalità per incentivare la realizzazione di impianti agrivoltaici attraverso la concessione di prestiti o contributi a fondo perduto, realizzati in conformità a quanto stabilito dall’articolo 65, comma 1 quater, del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  marzo 2012, n. 7, che, attraverso l’implementazione di sistemi ibridi agricoltura-produzione energetica, non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura.

Per la prima volta l’agro fotovoltaico è stato, quindi, ammesso agli incentivi statali e relativi finanziamenti, a condizione che si tratti di impianti che adottino soluzioni integrative innovative con montaggio  dei moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei  moduli stessi, comunque in modo da non compromettere  la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche  consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione, siccome precisato dal D.L.77/2021, convertito il L.108/2021.

Il comma 1 quinquies precisa, infine, che l’accesso agli incentivi per gli impianti di cui al comma 1 quater è inoltre subordinato alla contestuale realizzazione di sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attività delle aziende agricole interessate.

Conclusioni

In perfetta aderenza agli obiettivi fissati a livello unionale, la direzione resta unica e costante: realizzare l’improrogabile connubio tra la terra e l’innovazione, al fine di redistribuire e sfruttare con intelligenza le risorse agricole senza l’ormai evitabile sacrificio di quella stessa terra e ad esclusivo vantaggio della biodiversità, della sostenibilità e, finalmente, dell’uomo.

Immagine di Avv. Manuela Marullo

Avv. Manuela Marullo

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