Prende forma il divieto di impiego del biossido di titanio quale additivo alimentare

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La questione ora al vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo

In seguito al parere reso dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) prende avvio la procedura destinata a vietare l’uso di tale additivo. Venerdรฌ 8 ottobre, la commissione permanente per piante, animali, alimenti e mangimi (scoPAFF) ha votato a favore di una proposta presentata dalla Commissione per vietare l’additivo alimentare da tutte le applicazioni nei prodotti alimentari. Detta proposta, adottata nel solco del piรน generale principio di precauzione, รจ stata peraltro avallata da tutti gli stati membri dell’Unione.

Il progetto di provvedimento sarร  ora inviato al Parlamento europeo e al Consiglio per l’ulteriore corso della procedura.

Ove accolto anche dal Parlamento e dal Consiglio, il provvedimento dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2022, con applicazione di un divieto che dovrebbe entrare a regime entro un periodo di sei mesi.

Il biossido di titanio (noto come E171) รจ un comune additivo alimentare che viene utilizzato come colorante alimentare bianco in numerosi prodotti come gomme da masticare, pasticcini, integratori alimentari, zuppe e brodi. Non ha benefici nutrizionali o funzionali negli alimenti.

E171 รจ composto da una miscela di particelle di biossido di titanio che, per le loro dimensioni estremamente ridotte, sono classificate come nanoparticelle. La preoccupazione รจ che queste nanoparticelle possano essere in grado di infiltrarsi nelle naturali barriere protettive del corpo umano, passare nel corpo e danneggiare il DNA, con potenziali effetti cancerogeni.

Le principali categorie alimentari in cui รจ presente E171 sono prodotti da forno, zuppe, brodi e salse, anche se il suo utilizzo รจ diffuso anche in centinaia di prodotti di uso quotidiano come dentifrici, cosmetici e creme solari.

Nel maggio di quest’anno, l’Autoritร  per la sicurezza alimentare dell’UE (EFSA) ha rilevato che la preoccupazione per la genotossicitร  e non poteva essere esclusa, di conseguenza, non poteva essere stabilito un livello sicuro per l’assunzione giornaliera dell’additivo alimentare.

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