Dal 1 maggio al 30 giugno scatta il fermo biologico per il riccio di mare.
Specialitร di mare particolarmente apprezzata nella parte meridionale della nostra Penisola, il Paracentrotus lividus, comunemente conosciuto come riccio di mare, รจ perรฒ sottoposto ad una pesca indiscriminata.
Per tale ragione la sua raccolta รจ rigidamente regolamentata, sia per quanto riguarda i tempi che per le modalitร di pesca (sia sportiva che professionale).
L’art. 4 del D.M. 12 gennaio 1995 prevede infatti che, per i mesi di maggio e giugno, vi sia un divieto assoluto di pesca, in quanto coincidente con il periodo di fecondazione della specie.
L’art. 10 del D. Lgs. n. 4 del 9 gennaio 2012 stabilisce il “divieto di: […] b) pescare in zone e tempi vietati dalla normativa comunitaria e nazionale”, prevedendo, al successivo art. 11, che, in caso di violazione di tale divieto, il responsabile sia “soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 12.000 euro” e “salvo che il fatto costituisca reato”.
Il riccio di mare รจ a rischio estinzione, e ciรฒ sia per la pesca indiscriminata, (esercitata sia in modo amatoriale che dai professionisti), sia per l’innalzamento della temperatura e dunque per la mutazione del loro habitat ideale.
Pertanto, รจ importante rispettare il divieto di pesca nei mesi di maggio e giugno al fine di favorire la riproduzione e proteggere questi echinodermi.


